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2009 Vincitori

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2009 III Edizione Vincitori

La Miglior Opera di Narrativa Straniera

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Jhumpa Lahiri, Una nuova terra  (Guanda) 

Jhumpa Lahiri, nata Londra da genitori bengalesi e cresciuta negli Stati Uniti, sin dalla sua prima raccolta di racconti L'interprete dei malanni ha immediatamente colpito l'attenzione della critica ottenendo il Premio Pulitzer nel 2000. L'omonimo, suo primo romanzo apparso nel 2003, è stato varie settimane nella “bestseller list” del New York Times. Ha ricevuto anche il PEN/Hemingway Award, l’O.Henry Award, il New Yorker’s Best Debut of the Year Award. Vive attualmente a New York. Dal suo libro The Namesake, Mira Nair ha tratto il film, “Il destino nel nome”, uscito in Italia nel 2007.

La Motivazione

“Una nuova terra di Jhumpa Lahiri è la delicatissima traduzione narrativa d’un grave, attuale interrogativo: come rimanere se stessi, ma anche come cambiare, da un mondo all’altro, dall’India ancestrale alla East Coast o a Seattle, per esempio. Come poter migrare, apprendere alla lingua della differenza e continuarsi altrove, nel dono di sé.

Mai come oggi i nostri figli “nascono altrove” -è l’epigrafe che l’Autrice ha scelto da Hawthorne- e forse altrove, in una nuova terra, i loro figli “affonderanno le radici”. Gli otto racconti che compongono il volume di Jhumpa Lahiri sono altrettanti, acutissimi studi narrativi su questa mobilità dello sguardo del migrante, poi dell’emigrato, sul mondo che lo accoglie, nonché sui suoi assidui tremori , malinconie e nere cortine calate all’improvviso sulle cose stesse.

A volte, come gli ambasciatori a Parigi delle Lettres persanes di Montesquieu, questi indiani, questi bengalesi, intendono l’Occidente -le sue soluzioni, le sue involuzioni- in modo assolutamente originale: la loro stessa sensibilità, acuita dallo spaesamento, diventa infallibile percezione, o meglio logica, distinzione di vero e falso: ciò che all’Occidente stesso, solo, in sé, di giorno in giorno sempre più risulta sfuggente.”


La Miglior Traduzione

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Claudia Zonghetti

Vasily Semënovič Grossman’s, Vita e destino  (Adelphi)

Claudia Zonghetti è nata a Fano nel 1966, ha studiato Lingue a Ca’ Foscari, dove si è laureata in Letteratura russa con Vittorio Strada. Si è poi specializzata seguendo corsi a Mosca, Oxford, Würzburg. Attualmente vive a Milano dove svolge l’attività di traduttrice letteraria, prevalentemente dal russo. Tra gli autori da lei tradotti, oltre a Vasilij Semënovič Grossman, Gogol, Bulgakov, Pavel Florenskij, Chodasevic, Varlam Salamov, Ivan Bunin, Anna Politkovskaja. Nel 2007 ha vinto il Premio letterario internazionale “Russia-Italia attraverso i secoli” per la sua versione di Diario russo di Anna Politovskaja (Adelphi).


Finalisti

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David AlbahariL'esca (Zandonai)

È nato a Pècs nel 1948, nell’allora Yugoslavia, vive da molti anni in Canada ed è una delle voci più significative della letteratura serba contemporanea. Ha pubblicato nove raccolte di racconti brevi e undici romanzi in serbo, compreso Leeches (2005). È stato insignito di numerosi riconoscimenti, tra cui l’Ivo Andrić Award, il Balcanica Award e il Berlin Bridge Prize. È membro dell’Accademia Serba di Scienze e Arti. Le sue opere sono pubblicate in oltre sedici lingue, in Italia sono stati sinora tradotti La morte di Ruben Rubenovic (Hefti, 1989), Il Buio (Besa, 2003) e Goetz e Mayer (Einaudi, 2006).

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Andrew Sean GreerStoria di un matrimonio (Adelphi)

Nato nel 1970 a Washington e ha studiato con Robert Coover e Edmund White alla Brown University. Vive a San Francisco dove ha iniziato la sua carriera scrivendo per riviste come Esquire, Paris Review e Story, prima di pubblicare la sua prima raccolta di racconti, How It Was for Me. Il suo primo romanzo, The Path of Minor Planets è stato pubblicato nel 2001 e il suo secondo, La confessione di Max Tivoli, nel 2004. John Updike, sul New Yorker, ha paragonato la sua opera a Proust e Nabokov.

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Deborah EisenbergIl crepuscolo dei supereroi (Alet Edizioni)

Nata nel 1945 nella periferia di Chicago, Illinois, vive a New York e insegna scrittura creativa all’Università della Virginia. È autrice di quattro raccolte di racconti e di una commedia, Pastorale, che è stata rappresentata al Second Stage di New York. È una delle più importanti scrittrici di racconti della sua generazione, erede diretta di John Cheever e Raymond Carver. Collabora assiduamente con The New York Review of Books. Vincitrice di numerosi premi, tra cui ben cinque “O'Henry Awards”, con Il crepuscolo dei supereroi è entrata tra i finalisti del Faulkner Award for Fiction 2007. I suoi libri sono tradotti in tutta Europa.

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Richard FordLo stato delle cose (Feltrinelli) 

Nato nel 1944 a Jackson, Mississippi, è considerato uno dei più grandi scrittori americani contemporanei. Ha pubblicato cinque romanzi e tre raccolte di racconti, tra cui Rock Sprigs (1989), L’estrema fortuna (1990), Incendi (1991), Sportwriter (1992), Il donnaiolo (1993), Il giorno dell’Indipendenza (1996), vincitore dei due premi più prestigiosi d’America: il Pen/Faulkner Award e il Pulitzer prize, Donne e Uomini (2001) e Infiniti peccati (2002). Il tanto atteso nuovo romanzo, Lo stato delle cose, è l’ultimo capitolo della trilogia di Frank Bascombe, dopo Sportwriter e Il giorno dell’Indipendenza.

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Ingo SchulzeBolero Berlinese (Feltrinelli)

Nato nel 1962 a Dresda. Ha studiato lettere classiche a Jena e lavorato come drammaturgo e redattore al Altenburg. Dal 1993 vive a Berlino. Nel 1998 il “New Yorker” lo ha annoverato tra i “sei migliori giovani romanzieri europei” e “The Observer” lo ha citato tra i “ventuno autori di cui ci si ricorderà nel ventunesimo secolo. È membro dell’Accademia delle Arti di Berlino e dell’Accademia tedesca per la Lingua e la Poesia. I suoi libri son tradotti in ventisette lingue. In italiano sono stati pubblicati 33 momenti di felicità (Mondadori 1999), Semplici storie (Mondadori, 2001, Feltrinelli, 2008) e Vite nuove (Feltrinelli 2007). Per Bolero Berlinese ha ricevuto il premio della Fiera del Libro di Lipisia.


Semifinalisti 2009 III edizione >